Per comprendere i motivi sottesi alla scelta del partner dobbiamo fare un accenno alla cosiddetta teoria dell’attaccamento, poichè la tesi ormai consolidata segue il principio secondo cui la scelta avverrà per somiglianza o differenza con il genitore di sesso opposto.

La scelta del partner è un processo interconnesso con la storia individuale di ognuno di noi in quanto, sovente, il nuovo partner viene scelto per somiglianza o differenza con il genitore di sesso opposto.
La teoria dell’attaccamento è stata elaborata dallo psicoanalista Jhon Bowlby nel 1969 ed in seguito sviluppata dalla sua allieva psicologa Mary Ainsworth nel 1989.
Secondo la Teoria di Bowlby la personalità di un individuo si forma fin dai primissimi anni di vita e uno sviluppo sereno della personalità dipende da un adeguato attaccamento alla figura di riferimento che, in genere, è quella materna. Il bambino ha una tendenza innata a ricercare e mantenere vicina la figura di un adulto (che è il suo caregiver di riferimento) soprattutto nelle situazioni di paura, pericolo e sofferenza. Secondo Bowlby l’attaccamento tra il bambino e la madre si ha già nei primi momenti della gravidanza, per proseguire poi con un vero e proprio scambio tra le due figure; pensiamo alla nutrizione, all’abbraccio, alla consolazione.
La teoria è stata rielaborata successivamente da altri studiosi (Lorenz e Harlow). Harlow, procedette ad un interessantissimo esperimento che vedeva protagonisti dei piccoli cuccioli di scimmia. Gli animali vennero affiancati davanti a due madri: una realizzata con un freddo metallo e con un biberon riempito di latte, mentre l’altra sempre di metallo ma avvolta da una calda coperta morbida. Tutti i piccoli di scimmia mostrarono preferenza per la madre coperta dalla calda stoffa. Ciò stava a dimostrare che non sempre la figura di riferimento è la madre e come i piccoli mammiferi, anche i bambini possono prendere come riferimento una persona che, nonostante non sia la madre che li ha nutriti, sia capace di offrire loro tutte le esigenze di cui il bambino necessita nel momento del bisogno (ciò che ad esempio avviene quando la madre, per le più svariate ragioni non è presente).
L’attaccamento che lega il bambino alla madre si fonda sull’osservazione del comportamento esplorativo e delle reazioni emotive del bambino nei casi di presenza e di assenza e separazione dalla mamma. Esistono quattro stili di attaccamento:
Purtroppo non tutti hanno avuto la fortuna di ricevere l’amore e la giusta attenzione da parte dei genitori. Teniamo sempre a mente che anche le nostre figure di riferimento, a loro volta, hanno sofferto perchè non possedevano lo strumento adeguato per potersi salvare. È una trasmissione continua di dati che nella vita adulta può essere interrotta grazie ad un percorso di auto-consapevolezza e, se impossibilitati individualmente all’auto-guarigione, un percorso di psicoterapia finalizzato a curare le ferite dell’anima può risultare un valido aiuto.
Ognuno di noi merita di essere amato nella maniera più nobile del termine, ma prima dobbiamo cominciare a coltivare il rispetto e il riconoscimento in noi stessi e interrompere, così, quella catena che ci lega al passato.
Approfondimenti:
Ciclo di vita e dinamiche educative nella società postmoderna a cura di
Rosa Grazia Romano.
Manuale dell’attaccamento. Teoria, ricerca e applicazioni cliniche a
cura di Jude Cassidy e Phillip R. Shaver.
www.stateofmind.it